Sono le 23:53 del 25 marzo 2015, diciamo quasi 26.
Mi trovo ad intervistare Davide Lisi, carissimo amico, scrittore e poeta di Ostuni.
Mentre la notte ci avvolge colgo l'occasione di porgergli un po' di domande sul suo pensiero poetico e ovviamente sulla sua ultima opera: "Lo stomaco delle farfalle".
Io: Che approccio ha con il mondo esterno la tua ultima opera "Lo stomaco delle farfalle" o che approccio tu vuoi che abbia?
Davide: Gran bella domanda! non saprei. Vorrei fosse spontaneo, forte, duttile e profondo, un balsamo all'anima, pugni e carezze, un ventre materno in cui rinascere secondo propria volontà.
Io: Invece cosa pensi che dovrebbe accadere nell'introspezione di chi lo legge? So che è una domanda difficile, ma va bene anche un tuo punto di vista, ne hai tutto il diritto essendo padre di questa opera
Davide: Credo si guardi allo specchio. Spesso rompo la quarta parete e parlo al lettore. Inevitabilmente le medesime domande che gli pongo, me le sono lanciate addosso, indi per cui, si troverà in mondi in cui è pagato solo il viaggio di andata. Spero torni con occhi sazi e innamorati più di prima.
Io: Hai appena detto che rompi la quarta parete,dicendo ciò mi fai pensare ad un'evoluzione del tuo essere scrittore. Prima scrivevi circondato da tre pareti? Oppure il distruggere la quarta parete fa parte della tua poetica? Inoltre cosa intendi con il termine "pareti"?
Davide: Scrivere è come essere sul palco di un teatro, le pareti sono il contesto, la struttura pratica e cosmica che hai delineato intorno a te, quasi del tutto, a livello inconscio. Non immagino quasi mai un pubblico davanti a me, diversamente, perderei una purezza che è sacra. La quarta parete è per l'appunto il contatto con l'altro. Il pubblico, quando scrivo, sono sempre le moltitudini che contengo, anzi, per esserci precisi, che mi contengono.
Io: Sin dall'inizio hai sempre sfondato la quarta parete oppure è il prodotto di un tuo maturare poetico?
Davide: Credo sia un atto nato in principio. Nessuna delle prose o racconti (come si vogliano chiamare) è nato con una struttura o un'idea definita, quindi anche rompere le pareti, è frutto di premeditata intenzione.
Io: Parliamo un po' della tua opera e del suo impatto con la gente. Ho letto che con "Lo stomaco delle farfalle" è stato messo in piedi un tour di presentazioni in varie librerie e circoli privati. Come ha reagito la gente?
Davide: Si, sto girando un pò con la mia carissima Antonella Grego e l'autrice della copertina, Annalisa Zaccaria. Due persone fantastiche con cui condivido e cerco spazi in cui provare a far conoscere ciò che scrivo e imparare da ogni evento ed incontro. La gente ha reagito bene, molto più del previsto.ne sono davvero felice. Non tanto perchè piace, quanto perchè crea dibattiti, muove le coscienze. Insomma è un viaggio. Di cui ognuno può diventare regista ed attore.Se anche solo una persona ha questa sensazione, leggendo il libro, allora posso dirmi soddisfatto.
Io: Ti faccio un'ultima domanda! Cosa pensi sia più giusto? "Il pensiero legato all'anima? O viceversa?"
Davide: L'anima che ama il pensiero; amore vuol dire "senza-morte". Non esiste l'amore non corrisposto, amandosi, non hanno bisogno di legarsi. Il tempo svanisce e con esso ogni paura. L'unico legame diventa, per l'appunto, la libertà.
Io: Risposta sorprendente! Davide grazie per la tua disponibilità! Buona Fortuna per lo "Stomaco delle Farfalle" e per il tuo futuro da scrittore!
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| Davide Lisi, Lo stomaco delle farfalle |